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Cosa sono le aree interne

Le aree interne comprendono i Comuni italiani distanti dai luoghi di offerta di servizi di base come istruzione, sanità e trasporti

Si tratta di territori marginalizzati e a rischio di abbandono, che ad oggi costituiscono circa il 60% della superficie italiana, con più di 4000 centri che rientrano in questa categoria, in cui risiedono oltre 13 milioni di cittadini (il 22% della popolazione italiana). 

Le aree interne vengono individuate, dal 2012, a partire da quello che viene definito il Comune “polo”, ossia un centro abitato con:

  • un’offerta scolastica superiore (almeno un liceo o un istituto tecnico o professionale);
  • un ospedale di livello Dea I (servizi di pronto soccorso e funzioni di medicina generale);
  • una stazione ferroviaria Silver (impianti medio-piccoli per servizi metropolitani e regionali).

A seconda della distanza dal polo, i comuni si dividono in: 

Queste aree hanno subito, già a seguito della Seconda Guerra Mondiale, un progressivo processo di marginalizzazione, risultato nello spopolamento, nell’invecchiamento della popolazione, nella diminuzione a livello qualitativo e quantitativo dei servizi essenziali, nell’indebolimento dell’offerta formativa e nel degrado dell’immenso patrimonio naturale e culturale, favorendo anche il dissesto idro-geologico. Fenomeni interconnessi, che sono causa e conseguenza della riduzione del benessere per i cittadini e che intaccano il godimento del diritto alla cittadinanza. 

Nonostante ciò, alcuni Comuni hanno dimostrato come il processo non sia inevitabile e come, anzi, sia possibile sviluppare le potenzialità di queste realtà attraverso la valorizzazione dei territori e la cooperazione tra amministrazioni comunali per fornire adeguati servizi di base, contrastando in questo modo il fenomeno di abbandono e incentivando il rilancio delle aree. 

Proprio per liberare il potenziale inespresso delle aree interne si è sviluppata in Italia la Strategia Nazionale per le Aree Interne, una politica nazionale di sviluppo e coesione territoriale, che unisce all’approccio nazionale quello locale.

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